Viaggio in Calabria e Sicilia: Scilla

… Scilla ivi alberga, …. Scilla è atroce/ Mostro, e sino a un dio, che a lei si fesse,/ Non mirerebbe in lei senza ribrezzo,/ Dodici ha piedi, anteriori tutti,/Sei lunghissimi colli e su ciascuno/ Spaventosa una testa, e nelle bocche/ Di spessi denti un triplicato giro,/E la morte più amara di ogni dente….. Omero (Odissea, XII, 112…)

Omero, nell’Odissea, descrive così Scilla,  il mostro marino che si nasconde tra gli scogli battuti dalle pericolose e turbolente acque calabresi dello Stretto di Messina, e divora i marinai che incappano tra le sue tremende branche.

In realtà lo stretto di Messina è forse uno dei ratti più pericolosi da navigare di tutto il Mediterraneo. Questo per via delle correnti che inaspettatamente possono arrivare a velocità superiori ai 90 chilometri orari e creano dei vortici capaci di mettere in difficoltà anche grosse imbarcazioni.

La leggenda narra che Scilla era una bellissima donna trasformata dalla maga Circe, per gelosia e odio, in un mostro a sette teste. Il mito è stato ripreso più volte nell’antichità, nel Medio Evo e anche in tempi moderni da molti illustri autori tra cui Aristotele (Poetica), Platone (Le Lettere), Ovidio (Metamorfosi, XIII, 924…), Dante (Inferno, Canto V), James Maculey (Wonderful Stories of Daring, Enterprise, and Adventure – 1887), e altri.

Ancora oggi, il fascino ammaliante dei dintorni e le bellezze affascinanti che Scilla offre, immergono i visitatori in un’atmosfera incantevole e quasi surreale.

La zona di Chianalea di Scilla è, a mio avviso, uno dei posti più belli d’Italia, una perla nascosta, fortunatamente non ancora aggredita in massa dai turisti. Nel 2001 è stata nominata uno dei borghi più belli d’Italia dalla sovraintendenza al turismo. Le sue caratteristiche insenature costellate da casette medievali costruite a picco sugli scogli, sui quali il perenne infrangersi delle onde va a sfumarsi sugli usci delle antiche abitazioni di pescatori, ha fatto guadagnare al luogo l’appellativo di “Piccola Venezia del Sud”.

Scilla fu probabilmente fondata dai profughi esuli dalla distrutta città di Troia. Divenne parte della Magna Grecia e per la sua posizione strategica fu presidio romano, normanno e poi spagnolo. Nel 500 i conti Ruffo restaurarono l’antico castello e ne fecero la loro residenza. Dal sommo del castello Ruffo si può ammirare un panorama spettacolare che offre come sfondo le isole Eolie e dei meravigliosi tramonti.

A metà agosto potete godervi la caratteristica festa di San Rocco, patrono del paese, e la sagra del pesce spada, dove assaggerete i piatti tipici del luogo. Ma Scilla è da visitare durante tutto l’anno: il clima mite, l’accoglienza impeccabile della gente del luogo, gli ottimi ristoranti, e le lunghe passeggiate che farete tra le viuzze del borgo, captando le voci delle antiche sirene trasportate dalle onde dal mare; e a sera respirerete l’aria pura e la salsedine mentre sorseggiate un tipico amaro del luogo seduti ad un bar affacciato sul Tirreno.

Luciano Lista: www.TourCentral.ca

English Version

Trip to Calabria and Sicily: Scilla

Therein dwells Scylla, yelping terribly. Her voice is indeed but as the voice of a new-born whelp, but she herself is an evil monster, nor would anyone be glad at sight of her, no, not though it were a god that met her. Verily she has twelve feet, all misshapen … Homer (Odyssey, XII, 112 …)

Homer, in the Odyssey, describes Scilla, as a sea monster that hides among the rocks beaten by the dangerous and turbulent Calabrian waters of the Strait of Messina, and devours the sailors who run into its terrifying hands.

In reality the Strait of Messina is probably one of the most dangerous bodies of water to navigate in the Mediterranean. This is due to the currents that can unexpectedly reach speeds of over 90 kilometers per hour and create vortices capable of destroying even large boats.

Legend has it that Scilla was a beautiful woman transformed by the sorceress Circe, out of jealousy and hatred, into a seven-headed monster. The myth was taken up several times in antiquity, in the Middle Ages and even in modern times by many illustrious authors including Aristoteles (Poetics), Plato (Letters), Ovid (Metamorphosis, XIII, 924 …), Dante (Inferno, Canto V), James Maculey (Wonderful Stories of Daring , Enterprise, and Adventure – 1887), and others.

Today, the bewitching charm and the fascinating beauty of this place immerse visitors to Scilla in an enchanting and almost surreal atmosphere.

The area of ​​Chianalea in Scilla is, in my opinion, one of the most beautiful places in Italy, a hidden gem, fortunately not yet discovered by masses of tourists. In 2001 it was named one of the most beautiful villages in Italy by the Ministry of Tourism. Its characteristic inlets dotted with medieval houses overlooking the sea, on which the perennial crashing of the waves caresses the doors of ancient fishermen’s dwellings, has earned the place the name of “Little Venice of the South”.

Scilla was probably founded by refugees running away from the destroyed city of Troy. It became part of Magna Grecia and due to its strategic position it was in turn a Roman, Norman and then Spanish garrison. In the 500s the counts Ruffo restored the ancient castle and made it their residence. From the top of the Ruffo castle you can admire a spectacular panorama that offers the Aeolian Islands and wonderful sunsets as a backdrop.

In mid-August you can enjoy the local feast of Saint Rocco, the town’s patron saint, and the swordfish festival, during which typical local delicacies can be savoured. But Scilla can be visited throughout the year. Enjoy the mild climate, the impeccable hospitality of the local people, the excellent restaurants, and the long walks through the narrow medieval streets, serenaded by the voices of ancient mermaids carried by the waves. In the evenings you will breathe the salt-air while sipping a traditional local liqueur sitting at a bar overlooking the Tyrrhenian.

Luciano Lista: http://www.TourCentral.ca

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