Pomodori verdi sott’olio

Pomodori verdi sott’olio

  • Pomodori Verdi
  • Sale grosso
  • Acqua
  • Aceto bianco
  • Origano
  • Basilico
  • Menta
  • Sedano
  • Aglio
  • Peperoni rossi (piccanti se preferite)
  • Carote (a scelta)
  • Olio vegetale
  • Olio d’oliva

 

  • Lavate e asciugate i pomodori
  • Tagliateli a fette sottili.
  • Sistemate le fette di pomodori a strati in un colapasta cospargendo ogni strato con il sale grosso.
  • Posate un peso sul colapasta in modo che l’acqua di vegetazione dei pomodori esca abbondante.
  • coprite con pellicola e lasciate a scolare i pomodori per 24 ore.
  • Dopo 24 ore – sciacquate i pomodori con acqua per togliere il sale e poi strizzateli bene pigiandoli nello scolapasta per asciugarli il più possibile.
  • Mettete i pomodori in una ciotola e copriteli con una soluzione al 50% di acqua e aceto bianco.
  • Lasciateli così in ammollo per altre 24 ore.
  • Dopo 24 ore – strizzate i pomodori bene in modo che rimanga pochissimo aceto
  • Spandete i pomodori su un panno di cotone e copriteli con un altro panno di cotone in modo che si asciughino per bene.
  • Intanto preparate un trito di aglio, origano, basilico, menta, sedano, carota (se volete) e peperoncino (o peperone rosso dolce se preferite) e mescolate per bene con olio vegetale(non è necessario usare olio di oliva qui).
  • Disponete i pomodori asciutti in una ciotola e mescolate con il trito contenente i sapori che avete in precedenza preparato.
  • Mescolate bene e fate insaporire il tutto per alcune ore.
  • Mescolate il tutto di tanto in tanto per fare insaporire meglio.
  • Versate i pomodori nei vasetti di vetro sterilizzati (lavati in lavastoviglie).
  • Assicuratevi di pressare bene i pomodori nei vasetti per non lasciare troppo spazio fra loro.
  • Una volta riempiti i vasetti, coprite i pomodori con olio d’oliva extra vergine fino all’orlo.
  • Tappare i vasetti per bene.

Green tomatoes in olive oil

  • Green Tomatoes
  • Coarse Salt
  • Water
  • White Vinegar
  • Oregano
  • Garlic
  • Basil
  • Mint
  • Celery
  • Red Peppers (hot or sweet) – optional
  • Carrots (optional)
  • Vegetable Oil
  • Olive Oil

 

  • Wash and dry the tomatoes
  • Cut them into thin slices.
  • Arrange the tomato slices in layers in a colander sprinkling each layer with coarse salt.
  • Place a weight on the colander so that the water comes out abundantly.
  • Cover with plastic wrap and leave the tomatoes to drain for 24 hours.
  • After 24 hours – rinse the tomatoes with water to remove the salt and press them in the colander to remove the excess water.
  • Put the tomatoes in a bowl and cover them with a 50% solution of water and white vinegar.
  • Leave them to soak for another 24 hours.
  • After 24 hours – squeeze the tomatoes well so that there is very little vinegar left.
  • Spread the tomatoes on a cotton cloth and cover them with another cotton cloth and allow them to dry well.
  • Meanwhile, prepare a mixture of garlic, oregano, basil, mint, celery, carrot (optional) and chilli (or sweet red pepper if you prefer) and mix well with vegetable oil (it is not necessary to use olive oil here).
  • Arrange the dried tomatoes in a bowl and mix with the mince containing the flavours you have previously prepared.
  • Mix well and let it stand for a few hours.
  • Mix everything from time to time so that the tomatoes absorb all the flavours.
  • Pour the tomatoes into sterilized glass jars (washing them in the dishwasher will sterilize them).
  • Make sure you press the tomatoes well into the jars to not leave too much space between them.
  • Once the jars are filled, cover the tomatoes with extra virgin olive oil to the brim.
  • Seal Tightly.

Viaggio in Calabria e Sicilia: San Giorgio Morgeto

A tutti voi cari lettori vi giungano i nostri migliori auspici di buon anno nuovo.

Riprendiamo il nostro viaggio dopo la pausa natalizia per portarvi in un piccolo paese, fuori dai sentieri battuti, nascosto tra i boschi dell’Aspromonte, lontano dalle invasioni di gruppi turistici.

San Giorgio, è un borgo antichissimo fondato dai Morgeti, un popolo italico che popolava la zona ionico-tirrenica della Calabria ancor prima della fondazione di Roma e dell’ascesa della Magna Grecia e ai quali si deve il nome del paese odierno. Da Scilla, per arrivare a San Giorgio Morgeto ci vuole poco meno di un’ora. In questa località si possono visitare tantissimi altri paesi ciascuno di essi con la propria storia, caratteristica e tradizione, come ad esempio Cittanova, famosissima per la Sagra dello Stocco.

Siamo a circa 500 metri sul livello del mare e per la sua posizione invidiabile, quasi a metà strada tra i due mari Ionio e Tirreno, immersa nel verde del Parco nazionale dell’Aspromonte, e accarezzata dai quattro venti, San Giorgio è un toccasana per i vostri polmoni che vi ringrazieranno per l’aria purissima che respirerete. Dal sommo dell’antico castello normanno (600 mt. s.l.m.), potrete gustarvi un panorama mozzafiato. Dalle pendici delle colline coltivate a uliveti secolari, sarete trasportati a ponente fino al Tirreno, e in lontananza alle isole Eolie con dei tramonti spettacolari e dall’altra parte, a levante, alla costa ionica, dove il sorgere del sole vi lascia ammaliati. La zona antistante al castello è dotata d’infrastrutture per fare un bel picnic, dissetarvi con l’acqua freschissima di sorgive montane, oppure rilassarvi e ammirare la bellezza dei luoghi.

Il punto focale del paese è sicuramente l’antica Fontana Grande nella piazza centrale; un magnifico esempio di architettura rinascimentale, costruita nel 1664 per conto dei potenti Baroni Caracciolo e diventata di conseguenza simbolo del paese.

San Giorgio Morgeto è anche noto per le varie chiese medievali con quadri e famose opere in legno e costruzioni tipiche d’epoca che portano il marchio di maestri scalpellini e artigiani specializzati nella lavorazione della preziosa pietra granitica di fiume, tipica della zona.

Il paese ha dato i natali ed è stato ospite di molti personaggi illustri. Tra i quali ricordiamo Tommaso Campanella, filosofo, astronomo e teologo del seicento e Francesco Florimo, musicista e compositore del diciannovesimo secolo.

Dopo una splendida e tranquilla giornata trascorsa a San Giorgio Morgeto ci fermiamo a cena all’ottimo ristorante Altanum, nel centro del borgo medievale, dove degusteremo le tipiche pietanze del luogo a base di formaggi, insaccati, pasta casereccia, fichi ed altre delizie calabresi.

Visitate San Giorgio a luglio e agosto quando questo paesino di quasi 3000 abitanti, ospita migliaia di turisti che si riversano nel borgo per assistere alle varie sagre e feste patronali con costumi tradizionali medievali allestite dalla pro-loco.

Luciano Lista, http://www.tourcentral.ca

 

 

 

 

 

 

 

 

English Version

 

 

Trip to Calabria and Sicily:

San Giorgio Morgeto

Best wishes to all of our dear readers for a Happy New Year.

After the Christmas break our voyages resume. Our next stop is a small town, off the beaten track, hidden in the forests of southern Calabria’s Aspromonte region, away from crowded tourist destinations.

San Giorgio is an ancient village founded by the Morgeti, an Italic people who inhabited the Ionian-Tyrrhenian area of ​​Calabria even before the foundation of Rome and the rise of Magna Grecia and to whom the name of the town is attributed today. From Scilla, it takes just under an hour to get to San Giorgio Morgeto. This area is home to many other medieval towns each with its own history, culture and tradition, such as Cittanova, famous for its unique Stock fish Festival.

At 500 meters above sea level and for its enviable position, located almost halfway between two seas: the Ionian and Tyrrhenian, in the heart of the Aspromonte National Park, and caressed by the four winds, San Giorgio is a welcome cure-all for your lungs for every breath of pure air you will breathe. At the top of the ancient Norman castle (600 m above sea level), you will enjoy a breathtaking view. From the slopes of the hills and its centuries-old olive groves, looking west towards the Tyrrhenian Sea, the Aeolian Islands in the background, you will witness spectacular sunsets. Then, shift your sight eastward, to the Ionian coast, where enchanting sunrises will mesmerize you. Have a picnic among the trees, in the area surrounding the castle and quench your thirst with ice-cold, mountain springs water, or simply relax and admire the natural beauty around you.

The focal point of the town is certainly the ancient Fontana Grande (The Great Fountain), now the icon of the town; a magnificent example of Renaissance architecture built in 1664 by the powerful Caracciolo Barons in the central square.

San Giorgio Morgeto is also known for the various medieval churches adorned with paintings and famous wooden works and sculptures that bear the mark of craftsmen and stonemasons specialized in sculpting the precious river granite stone, typical of the area.

The country gave birth and has been host to many famous people such as Tommaso Campanella, philosopher, astronomer and theologian of the seventeenth century and Francesco Florimo, musician and composer of the nineteenth century.

After a splendid and peaceful day in San Giorgio Morgeto, we stop for dinner at Altanum, an excellent restaurant in the center of the medieval village. Listed on the menu are typical local dishes, a variety of cheeses, sausage, homemade pasta, figs and other Calabrian delights.

In July and August this village of almost 3000 inhabitants hosts thousands of tourists who flock to San Giorgio Morgeto to attend the various festivals and traditional medieval celebrations put together by the local cultural association.

Luciano Lista, http://www.tourcentral.ca

Viaggio in Calabria e Sicilia: Scilla

… Scilla ivi alberga, …. Scilla è atroce/ Mostro, e sino a un dio, che a lei si fesse,/ Non mirerebbe in lei senza ribrezzo,/ Dodici ha piedi, anteriori tutti,/Sei lunghissimi colli e su ciascuno/ Spaventosa una testa, e nelle bocche/ Di spessi denti un triplicato giro,/E la morte più amara di ogni dente….. Omero (Odissea, XII, 112…)

Omero, nell’Odissea, descrive così Scilla,  il mostro marino che si nasconde tra gli scogli battuti dalle pericolose e turbolente acque calabresi dello Stretto di Messina, e divora i marinai che incappano tra le sue tremende branche.

In realtà lo stretto di Messina è forse uno dei ratti più pericolosi da navigare di tutto il Mediterraneo. Questo per via delle correnti che inaspettatamente possono arrivare a velocità superiori ai 90 chilometri orari e creano dei vortici capaci di mettere in difficoltà anche grosse imbarcazioni.

La leggenda narra che Scilla era una bellissima donna trasformata dalla maga Circe, per gelosia e odio, in un mostro a sette teste. Il mito è stato ripreso più volte nell’antichità, nel Medio Evo e anche in tempi moderni da molti illustri autori tra cui Aristotele (Poetica), Platone (Le Lettere), Ovidio (Metamorfosi, XIII, 924…), Dante (Inferno, Canto V), James Maculey (Wonderful Stories of Daring, Enterprise, and Adventure – 1887), e altri.

Ancora oggi, il fascino ammaliante dei dintorni e le bellezze affascinanti che Scilla offre, immergono i visitatori in un’atmosfera incantevole e quasi surreale.

La zona di Chianalea di Scilla è, a mio avviso, uno dei posti più belli d’Italia, una perla nascosta, fortunatamente non ancora aggredita in massa dai turisti. Nel 2001 è stata nominata uno dei borghi più belli d’Italia dalla sovraintendenza al turismo. Le sue caratteristiche insenature costellate da casette medievali costruite a picco sugli scogli, sui quali il perenne infrangersi delle onde va a sfumarsi sugli usci delle antiche abitazioni di pescatori, ha fatto guadagnare al luogo l’appellativo di “Piccola Venezia del Sud”.

Scilla fu probabilmente fondata dai profughi esuli dalla distrutta città di Troia. Divenne parte della Magna Grecia e per la sua posizione strategica fu presidio romano, normanno e poi spagnolo. Nel 500 i conti Ruffo restaurarono l’antico castello e ne fecero la loro residenza. Dal sommo del castello Ruffo si può ammirare un panorama spettacolare che offre come sfondo le isole Eolie e dei meravigliosi tramonti.

A metà agosto potete godervi la caratteristica festa di San Rocco, patrono del paese, e la sagra del pesce spada, dove assaggerete i piatti tipici del luogo. Ma Scilla è da visitare durante tutto l’anno: il clima mite, l’accoglienza impeccabile della gente del luogo, gli ottimi ristoranti, e le lunghe passeggiate che farete tra le viuzze del borgo, captando le voci delle antiche sirene trasportate dalle onde dal mare; e a sera respirerete l’aria pura e la salsedine mentre sorseggiate un tipico amaro del luogo seduti ad un bar affacciato sul Tirreno.

Luciano Lista: www.TourCentral.ca

English Version

Trip to Calabria and Sicily: Scilla

Therein dwells Scylla, yelping terribly. Her voice is indeed but as the voice of a new-born whelp, but she herself is an evil monster, nor would anyone be glad at sight of her, no, not though it were a god that met her. Verily she has twelve feet, all misshapen … Homer (Odyssey, XII, 112 …)

Homer, in the Odyssey, describes Scilla, as a sea monster that hides among the rocks beaten by the dangerous and turbulent Calabrian waters of the Strait of Messina, and devours the sailors who run into its terrifying hands.

In reality the Strait of Messina is probably one of the most dangerous bodies of water to navigate in the Mediterranean. This is due to the currents that can unexpectedly reach speeds of over 90 kilometers per hour and create vortices capable of destroying even large boats.

Legend has it that Scilla was a beautiful woman transformed by the sorceress Circe, out of jealousy and hatred, into a seven-headed monster. The myth was taken up several times in antiquity, in the Middle Ages and even in modern times by many illustrious authors including Aristoteles (Poetics), Plato (Letters), Ovid (Metamorphosis, XIII, 924 …), Dante (Inferno, Canto V), James Maculey (Wonderful Stories of Daring , Enterprise, and Adventure – 1887), and others.

Today, the bewitching charm and the fascinating beauty of this place immerse visitors to Scilla in an enchanting and almost surreal atmosphere.

The area of ​​Chianalea in Scilla is, in my opinion, one of the most beautiful places in Italy, a hidden gem, fortunately not yet discovered by masses of tourists. In 2001 it was named one of the most beautiful villages in Italy by the Ministry of Tourism. Its characteristic inlets dotted with medieval houses overlooking the sea, on which the perennial crashing of the waves caresses the doors of ancient fishermen’s dwellings, has earned the place the name of “Little Venice of the South”.

Scilla was probably founded by refugees running away from the destroyed city of Troy. It became part of Magna Grecia and due to its strategic position it was in turn a Roman, Norman and then Spanish garrison. In the 500s the counts Ruffo restored the ancient castle and made it their residence. From the top of the Ruffo castle you can admire a spectacular panorama that offers the Aeolian Islands and wonderful sunsets as a backdrop.

In mid-August you can enjoy the local feast of Saint Rocco, the town’s patron saint, and the swordfish festival, during which typical local delicacies can be savoured. But Scilla can be visited throughout the year. Enjoy the mild climate, the impeccable hospitality of the local people, the excellent restaurants, and the long walks through the narrow medieval streets, serenaded by the voices of ancient mermaids carried by the waves. In the evenings you will breathe the salt-air while sipping a traditional local liqueur sitting at a bar overlooking the Tyrrhenian.

Luciano Lista: http://www.TourCentral.ca